Rituale Obeah per attirare tantissimi soldi

Occorrente per l’Incantesimo:

  • Acqua di fiume.
  • Un foglio di carta pergamena.
  • Un pennarello verde.
  • Un barattolo di vetro.

L’Incantesimo:

  • Con il pennarello verde scrivete sul foglio di carta pergamena queste parole magiche: “Adra Adarah Darah Dra. 10 volte più ricco. 100 volte più ricco. 1000 volte più ricco.”
  • Piegate il foglio quattro volte e mettetelo dentro il barattolo di vetro.
  • Versate dentro il barattolo l’acqua di fiume recitando questa formula magica per dieci volte: “Adra Adarah Darah Dra. Le acque della fortuna porteranno l’abbondanza. Non vi sarà più povertà. Solo abbondanza.”
  • Conservate il barattolo (aperto) sul davanzale della vostra camera da letto per dieci notti consecutive.
  • L’undicesimo giorno, all’alba, recatevi in un fiume, rovesciate l’acqua contenuta del barattolo e conservate il foglio.
  • Lasciate asciugare il foglio per un giorno intero al sole.
  • Prendete il foglio e, baciandolo, recitate questa frase: “Mi porterai fortuna e abbondanza.”
  • Conservate il foglio in un luogo della vostra casa dove nessuno possa trovarlo (ma possibilmente non al chiuso).

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8 commenti su “Rituale Obeah per attirare tantissimi soldi”

    • Mi spiace ma non possiamo aiutarti,lo scopo del nostro sito è quello di condividere pubblicamente informazioni sulla magia e le pratiche esoteriche. Saluti.

    • Puoi sostituire l’acqua di fiume con acqua qualsiasi, ma non so se sortirà alcun effetto. Questo genere di incantesimi richiede pochi e semplici ingredienti, pertanto non dovrebbero essere sostituiti. In alternativa potresti eseguire un altro rituale. Saluti.

  1. E’ proprio necessaria l’acqua di fiume? Nel senso deve proprio essere catalogato come fiume? Io ad esempio abito vicino ad un torrente che sgorga fuori da una montagna, nella quale si dice che sotto via sia un lago.

    P.s questa domanda non c’entra con l’articolo ma ti chiedo solo la cortesia di rispondermi, credi al patto nero teorizzato nella Chiave di Salomone? In parole semplice alla vendita dell’anima? Qualcuno distingue dedica da patto Demoniaco, io vorrei capire meglio. So che poi ci sono molte altre tematiche collegate ma vorrei evitare di entrare in un ginepraio.

    Grazie dell’attenzione

    • Va benissimo anche l’acqua di un torrente, certo. Generalmente con il termine fiume s’intende un semplice corso d’acqua.
      Per quanto riguarda il “patto col diavolo” non ci credo. Personalmente ritengo che la magia sia un’arte legata al mondo naturale, sebbene rientri nella dimensione dell’irrazionale, ed è per questo che credo che, nonostante possa sembrare paradossale, per esercitarla al meglio sia necessaria anche un po’ di cultura scientifica. Con cultura scientifica intendo lo studio della psicologia, di ciò che avviene “dentro” di noi, in primis nella nostra mente… Di fatto, non credendo all’anima, non posso credere di poterla vendere… Capisci cosa intendo? Le tematiche collegate sono moltissime, sì, e da questo discorso si potrebbero prendere mille strade diverse. Un discorso a parte, forse più storico, meriterebbero i grimori medievali… Parliamo di magia cerimoniale, non di magia popolare, “simpatica”, folkloristica… Gli scopi sono molto diversi. Per quarto riguarda dedica, patto demoniaco, etc. sono concetti sicuramente moderni, del tutto estranei alla tradizione esoterica. Probabilmente derivanti dalle correnti di mano sinistra nate e sviluppatesi negli ultimi trent’anni.
      Saluti.

      • Scusa se ti disturbo per l’ennesima volta, ma credimi sarà l’ultima. Nella prima domanda nella parte inerente dedica e patto demoniaco forse non sono stato abbastanza specifico, effettivamente volevo evitare il ginepraio però poi ripensandoci, mi sono detto che chiunque avesse visto il commento forse non avrebbe capito tutto, ed anzi, le mie domande potrebbe essere utili a molti visitatori di questo articoli, infatti non nascondiamo il fatto che volente o nolente questi argomenti sono collegati e attirano molto l’attenzione.

        Non capisco il perché dici di non credere nell’esistenza dell’anima, in fine dei conti l’anima è spirito ed energia, stessi concetti che rientrano nell’ambito magico a cui il sito è dedicato. Dunque è un po’ antitetico non credere nell’anima ma praticare la magia e parlare di spiriti… (perché parli di spiriti se non credi nell’anima? E se non credi in nessuna divinità cosa fanno gli spiriti?) so che il tono può sembrare provocatorio, ma credimi non lo è, ti scrivo proprio perché reputo il tuo sito uno dei migliori e più affidabili che sono fruibili in Italia.

        Inoltre venendo al discorso dedica e patto, è vero che sicuramente negli ultimi 30 anni si sia amplificato l’argomento anzi, forse anche da mezzo secolo, e tutti dicono la loro, però c’è da dire che certi tipi di ritualità sono riportati fin dall’antichità, non solo per i grimori medievali, ma vedasi anche episodi come quelli accaduti alla corte dei De Medici, o in Francia con La Voisin. Questi ultimi sono solo due esempi, forse i più noti, ma se studi come me, saprai che ce ne sono molti ma molti altri nel periodo che va dal 1500 fino al 1800 e post, in cui specie dal 1860 in poi si è diffuso l’occultismo vero e proprio come passione degli intellettuali e/o massoni, e questo non è complottismo, semplicemente è scritto in ogni libro di storia. Dunque il concetto di vendita, dedica, patto, culto, qualsivoglia termine, in cambio di un beneficio materiale è sempre esistito. Si dice che non vi sia fumo senza fuoco, dunque forse qualcosa di vero c’è.
        Anche i riti che descrivi nel sito sono atti ad ottenere benefici materiali.

        Prendi ad esempio le sedute spiritiche, io ho conosciuto persone a me molto care che 40 anni fa hanno praticato questi tipi di sedute, dunque non parlo di ragazzini annoiati, ma ai tempi di adulti sani e vaccinati già al tempo, ed essi mi hanno raccontato appunto di aver visto cose fuori dal normale, ben oltre qualche brivido.
        Inoltre sempre una persona a me cara ha assistito ad un esorcismo, e mi ha raccontato cose che avevano dell’incredibile. So che scritto su internet ha poco effetto perché ognuno di fatto scrive quello che vuole, e racconta fatti magari non esistiti, ma ciò che ti riporto io e storia vera e propria.

        Dunque alla luce di tutti questi fatti cosa vi può essere di vero in senso di esistenze occulte?

        La stessa magia che proponi nel sito dovrebbe avere per te un valore reale, e non puramente casuale o folkloristico (che spesso fa rima con qualcosa di irreale).

        Capisci cosa intendo dire?

        Spero tu possa darmi solo quest’ultima risposta.

        A presto

        • Buongiorno,
          innanzitutto voglio ringraziarti per aver definito il mio sito uno dei migliori in Italia, non so se lo sia per davvero, ma data la mole di tempo impiegata nella sua realizzazione accetto volentierei il tuo complimento.
          Immaginavo che la mia risposta potesse destare qualche perplessità… Il fatto di non credere all’anima non è antitetico ai contenuti di questo sito, in primis perché ho sempre ritenuto la magia una sorta di autosuggestione mediante la quale l’operatore esercita la propria volontà sul mondo fenomenico, in secundis perché la fede in un entità (spirito, divinità, etc.) è un potentissimo strumento che l’operatore può usare consapevolmente o inconsapevolmente proprio ai fini di questa autosuggestione creativa. Quando affermo di non credere all’anima intendo che non credo a una sostanza incorporea che vive al di là del corpo fisico… E il non crederci non deriva da una scelta aprioristica, ma semplicemente dal fatto che non esistono prove scientifiche a tal proposito. In merito invece al potere creativo della mente esistono invece delle prove, e possiamo sperimentarlo attraverso innumerevoli discipline quali lo yoga, la meditazione trascendentale, l’ipnosi, etc. Tra religione e magia c’è inevitabilmente un legame, ma la magia (per come la intendo io) può assolutamente fare a meno di un qualsiasi culto, mentre la religione non può fare a meno della magia. Detto questo rispetto qualsiasi idea sulla magia, così come qualsiasi fede. Il mio punto di riferimento esoterico è Crowley e i suoi postulati sulla magia sono la base del mio pensiero in merito al suo funzionamento a livello universale. I rituali che propongo su questo sito ha un duplice valore, causale (non casuale) e folkloristico. Sono sempre stato affascinato dalle pratiche magiche più “ignoranti” (termine improprio ma efficace), legate a vecchie tradizioni contadine, a usi e costumi specifici di popolazioni, etc. Affascinato dalla loro immediatezza e in parte anche dalla loro spregiudicatezza. Perché esprimono, in generale, la forza di volontà dell’individuo che vuole esercitare un dominio su una realtà in cui è dominato (vedi l’hoodooo degli schiavi, etc.).
          Naturalmente esistono anche fenomeni inspiegabili legati al mondo dell’occulto, certo, ma bisogna constatare anche la presenza di fenomeni creati ad hoc da persona spregiudicate per il proprio tornaconto personale… Una presenza che di fatto “sporca” lo studio, anche scientifico, dei fenomeni più autentici. Esattamente come avviene nelle pratiche divinatorie. Ci sono persone che lo fanno a fin di bene e altre che semplicemente sfruttano gli altri. Hai mai sentito parlare di cold reading? Hai mai studiato sette come scientology? Se sì, saprai sicuramente quello che intendo.
          I riti che descrivo sono atti ad ottenere benefici materiali, certo, perché qualsiasi desiderio è di fatto legato a qualcosa di materiale. Non ho mai sentito parlare di desideri spirituali, ad esempio. La magia si basa sul desiderio, e il desiderio è la scintilla con cui si innesca un meccanismo potentissimo: la volontà. Ma è pur sempre una scintilla, nulla di più, e il fatto che si avveri un desiderio non implica automaticamente che si stia meglio… E questo è un altro discorso che meriterebbe un analisi più approfondita.
          Per quanto riguarda invece il discorso demonologico (chiamiamolo così), conosco bene gli episodi che hai citato e personalmente li farei rientrare nei repertori di cronaca nera piuttosto che nella storia dell’esoterismo. Sono fatti storici legati più che altro al satanismo, e non li accosterei alla massoneria o a tutta quella serie di ordini iniziatici nati nel diciannovesimo secolo. Il satanismo è stato un fenomeno più che altro criminale, la massoneria e altri ordini di stampo massonico (perché in fondo tutti dalla massoneria provenivano gli esoteristi del tempo) si rifà invece a un corpus di conoscenza molto vasto e di tutto rispetto. Detto questo non accosterei neanche il fenomeno satanico ai grimori medievali in cui l’operatore evoca i demoni non per adorarli, ma per sottometterli mediante l’intercessione di angeli, santi, etc. Insomma, penso che ogni argomento dovrebbe essere ben contestualizzato, perché il diavolo della Chiave di Salomone non è il diavolo della La Voisin, nè il diavolo di Anton Lavey, nè l’Apophis avversario della luce degli antichi egizi… capisci cosa intendo dire?
          Detto questo non posso associare l’idea di patto, dedica, culto, etc. alla magia pratica. Perché nella magia pratica non è necessario ricorrere ad un’entità intesa come forza esterna a noi. Nella mia visione della magia l’entità evocata è semplicemente un “prolungamento” della propria forza di volontà che assume un carattere ben definito. Su questo Crowley ha scritto parole molto evocative. Egli scrive: “La mente deve esaltarsi fino a perdere la coscienza di sè. Il mago deve venire trascinato avanti da una forza che, sebbene sia sua e in lui, non è affatto ciò che egli, nel suo stato di coscienza normale, chiama io”.
          Forse parlando di patto intendevi una sorta di scambio, o meglio di pegno da pagare all’entità… Beh, in molte culture magiche questo concetto sussiste ancora, ma nel nostro mondo moderno per me non ha alcun motivo di esistere, per il semplice fatto che il 99% delle persone che lanciano un incantesimo in realtà non sarebbero disposte a dare nulla veramente in cambio. Rose? Sigari? Vini costosi? Come avviene nelle pratiche afrocaraibiche? Come potrebbe un’entità incorporea accettare doni materiali? Cosa se ne farebbe? Un atto simbolico? Certamente… Ma penso che sarebbe molto più potente “offrire” se stessi, affermare dentro di sé di essere quell’entità e di avere il suo potere per ottenere quello che si vuole, costi quel che costi. Perché barattare i propri desideri non significa esercitare la propria volontà. Questa è la mia magia. Naturalmente si dovrebbe fare un discorso su risvolti morali di certe affermazioni, ma per il momento mi limito a risponderti così.
          Spero di averti dato una risposta sufficientemente comprensibile, perché ho scritto un po’ di getto.
          Grazie ancora e buona giornata.

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